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giovedì 13 settembre 2012

Il troppo lavoro aumenta il rischio di infarto



Lavorare troppo, o più di otto ore al giorno, fa aumentare dell’80% il rischio di avere un attacco cardiaco o un ictus. Lo studio

Il lavoro nobilita l'uomo, quante volte abbiamo sentito questa frase? Ma attenzione se si lavora troppo potrebbe debilitare seriamente.

In particolare per il cuore, affaticato eccessivamente, aumenta anche dell'80% il rischio malattie, come infarto e ictus.

Spesso ci soffermiamo più del dovuto al lavoro. I motivi possono essere diversi; perché siamo costretti, perché si hanno problemi economici.

Se poi lo straordinario può essere preso come un modo per guadagnare di più, in realtà pare che possa fare perdere, di più: si perde la salute – in particolare quella dell’apparato cardiovascolare.


Lo studio pubblicato sul Journal of Epidemiology, rende chiaro quanto sia rischioso lavorare troppo, infatti i risultati di questo studio suggeriscono quanto possa essere pericolosa la combinazione di stress, aumento della pressione e una dieta scorretta (tutti fattori tipici di un prolungati orari di lavoro) facendo aumentare in modo esponenziale i rischi di essere vittima di un infarto o ictus, anche in età non troppo avanzata.

La ricerca effettuata dai ricercatori finlandesi del Finnish Institute of Occupational Health è basata sui risultati di studi effettuati in 50 anni sull’argomento interessando ben 22mila persone di diverse nazionalità sia europee che extraeuropee, che hanno portato alla conclusione che le molte ore passate al lavoro fanno aumentare il rischio di malattie cardiovascolari dal 40 all’80%. Come esempio, lavorare 11 ore al giorno fa aumentare questo rischio del 67%.

Non vi sono dubbi per la professoressa Marianna Virtanen e suoi colleghi: lavorare più delle canoniche otto ore fa male. Se poi vi sono anche altri fattori di stress, le probabilità di sviluppare una malattia cardiaca sono ancora maggiori.

«Ci sono diversi meccanismi potenziali che possono essere alla base dell’associazione tra lunghe ore di lavoro e le malattie cardiache – scrivono nella nota Finnish gli autori dello studio – Uno è l’esposizione prolungata allo stress psicologico». Tra gli altri fattori, è da tenere in conto anche un possibile aumento dei livelli dell’ormone dello stress, il cortisolo. Ma anche una scarsa attività fisica dettata dal poco tempo libero che rimane a disposizione e cattive abitudini alimentari.

Un precedente studio, sempre a opera dello stesso team di ricerca, aveva trovato una correlazione tra le ore passate al lavoro e il rischio di demenza più avanti negli anni.

Insomma, comunque la si giri, lavorare troppo fa male. Fa male al cuore e alla mente e, in definitiva, davvero debilita piuttosto che nobilitare.

Fonte: www.ttl.fi

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